Archivi categoria: Bellezze carraresi

Sindaci delle 2 Carrare

provino in bassa ris
Da quando il Veneto fu annesso al Regno d’Italia (1866), i Comuni di Carrara San Giorgio e di Carrara Santo Stefano hanno potuto “scegliere” i propri amministratori. Dapprina su base censuaria e successivamente (Legge 19 giugno 1913, n. 640) a suffragio universale (anche se rimanevano escluse ancora le donne, gli analfabeti e i disoccupati), i carraresi, ognuno per il proprio comune, avevano un Sindaco, un Consiglio Comunale e una Giunta.
Nel corso dei vari anni le modalità di elezione e nomina dei vari rappresentanti amministrativi vennero modificate. Solamente durante il Ventennio (dal 1926 al 1945) venne introdotta la figura del podestà, nominato direttamente per Regio Decreto, rappresentante in uno tutte le funzioni del Sindaco, del Consiglio e della Giunta.
Terminato il secondo conflitto mondiale e dopo un breve periodo di assestamento, il 17 marzo 1946 si celebrarono le prime elezioni amministrative della Repubblica Italiana. Una curiosità: subito dopo la liberazione, il primo maggio 1945, viene eletto per acclamazione a Sindaco di Carrara Santo Stefano Domenico Fortini e qualche giorno dopo (17 maggio) diverrà Sindaco anche di Carrara San Giorgio. Un unico Sindaco per due Comuni, evento che anticipa già quello che succederà nella nostra Comunità esattamente 50 anni dopo.
Da qui è possibile visionare e scaricare l’elenco dei Sindaci delle due Carrare, dall’Unità d’Italia al 1995, data della nascita del nuovo Comune “Due Carrare”.

Sindaci delle due Carrare

Archivio storico

Pubblicazione1
Nel Comune di Due Carrare a partire dal 2009 e fino al 2015 è stato portato avanti un importante progetto: il ripristino degli archivi storici dei Comuni di Carrara San Giorgio e Carrara Santo Stefano. Per comprendere l’importanza di questa realizzazione bisogna innanzitutto capire cosa sia un archivio. Tutte le persone conservano dei documenti, o perché pensano che potranno essere utili o perché rivestono un qualche valore affettivo. L’insieme di tutti questi documenti crea l’archivio personale di ogni individuo. Anche la Pubblica Amministrazione, ed in questo caso i Comuni di Santo Stefano e di San Giorgio, nel corso della loro vita e come risultato della loro attività, hanno prodotto dei documenti; questi atti sono stati conservati e hanno creato gli archivi dei rispettivi enti.
Il progetto si presentava come un lavoro pieno di incognite e problematiche. Questo perché non aveva un fondo da cui partire, non era – in altri termini – continuazione o sviluppo di altro, ma mirava a creare ex novo qualcosa che per legge (e per sensibilità) avrebbe dovuto già sussistere. Infatti, in base al D. Lgs. 24 del 22 gennaio 2004, l’archivio è una struttura permanente che inventaria i beni culturali, conserva i documenti originali, raccoglie in maniera univoca e assicura la consultazione. Conservazione, ordinamento ed accessibilità sono i principi fondamentali cui si è ispirato questo progetto.
La situazione che si presentava era molto critica, sia per le condizioni del materiale, sia per il disordine cui era riposto. Non solo non era possibile la consultazione, ma nemmeno si poteva conoscere la quantità e la qualità effettiva del materiale. Erano duecento anni di storia mischiati fra loro, considerando soprattutto che, se da un lato i due Comuni procedevano su strade diverse, dall’altro continuavano a produrre una mole di attività – e di conseguenza anche documentazione – in relazione fra loro.
Il progetto di sistemazione dell’archivio storico si è svolto in due fasi: in una prima, durata all’incirca tre anni (2010-2012), si è proceduto allo spostamento del materiale in un’unica sede (provvisoria), alla sua bonifica e ad una prima sommaria classificazione. Con la seconda fase, nel 2013, è iniziata la vera e propria stesura degli inventari degli archivi storici. L’inventario è lo strumento che consente la consultazione dell’archivio stesso: in esso i documenti sono raggruppati secondo l’oggetto cui si riferiscono e collocati cronologicamente, permettendo di individuare con facilità le informazioni ricercate.
Carrara Santo Stefano e Carrara San Giorgio hanno inventari ben distinti e indipendenti tra loro, con una propria numerazione ed ordinamento. Anche se pochissimi, gli archivi conservano documenti che appartengono ai primi anni di vita dei due Comuni. Carrara Santo Stefano e Carrara San Giorgio nascono ufficialmente l’8 febbraio 1818 con la Sovrana Risoluzione dell’imperatore Francesco I e vengono unificati con Legge Regionale in seguito al referendum del 1995. Dal punto di vista della mole documentaria, risulta più ricco l’archivio storico di Carrara Santo Stefano, poiché quello di Carrara San Giorgio ha subito delle perdite considerevoli nel periodo del secondo conflitto mondiale. Di questa notizia ce ne dà testimonianza direttamente il Sindaco Aldo Bertoli che, rispondendo ad una missiva della soprintendenza del 28 maggio 1958, scrive: “nell’aprile del ’45 l’Ufficio Comunale fu occupato dai partigiani, i quali, fra l’altro, hanno manomesso l’archivio e distrutto buona parte dei relativi atti”.
Il progetto dell’archivio ha compreso anche l’indicizzazione e la formazione dei registri delle delibere dei Consigli, del Podestà e delle Giunte dei due Comuni, a partire dal 1866 al 1995. Tutte queste deliberazione (circa 25.000 file), che sono gli atti fondamentali della storia di un Comune, sono state scansionate al fine di poter essere accessibili e consultabili. Sono stati infine realizzati anche gli inventari degli archivi aggregati, ovvero i consorzi (bonifica, fognatura, segreteria, sanitario, scuola media, metanizzazione, biblioteca) e gli ECA (ex Congregazioni di carità).
Da qui è possibile scaricare e consultare gli inventari.

Inventario archivio storico del Comune di Carrara San Giorgio
Inventario archivio storico del Comune di Carrara Santo Stefano
Inventario storico archivi aggregati

Visite FAI a Pontemanco

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Tornano le Giornate d’autunno del FAI il 17 e il 18 ottobre: in Veneto saranno 28 i luoghi visitabili. Uno di questi è Pontemanco, borgo storico nato e cresciuto sulle sponde del Canale Biancolino grazie all’attività molitoria. Già Marsilio da Carrara, nel XIV secolo, ci testimonia attraverso il suo testamento l’esistenza di due postazioni di mulini. Dopo la caduta della signoria dei Carraresi e l’arrivo dei Veneziani, le ruote dei mulini arrivarono a 12 e attorno al Canale si insediarono numerose industrie e attività commerciali. Sono veneziane le Ville costruite una sulla sponda destra (Villa Sperandio) e l’altra su quella sinistra (Villa Pasqualigo Grimani Fortini). Adiacente a quest’ultima si gtrova l’Oratorio della Beata Vergine Annunciata, di proprietà della famiglia veneziana ma a disposizione di tutti gli abitanti del borgo, tanto che la porta principale si trova affacciata alla piazza principale.
Pontemanco potrà essere visitata sabato 17 e domenica 18 (dalle 10.00 alle  12.00 e dalle 15.00 alle 17.00); durata della visita 1 ora con turni ogni 30 minuti e gruppi di 15 persone al massimo. Prenotazioni esclusivamente on line al seguente link.

I LUOGHI DEL CUORE

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L’Oratorio della Beata Vergine Annunciata è un piccolo edificio sacro – aperto al pubblico – situato nel pittoresco borgo di Pontemanco. Eretto in origine (la prima testimonianza è del 1548) come oratorio privato della adiacente Villa Pasqualigo (poi Grimani, ora Fortini), assunse già dal Seicento funzione di oratorio pubblico. L’edificio è un piccolo scrigno che incredibilmente conserva ancora al suo interno gli originali affreschi e decorazioni, le opere d’arte, gli arredi fissi e mobili, tutti databili all’ultimo quarto del Seicento, tanto da risultare quasi un unicum: vi persistono il ricco apparato decorativo barocco, insolitamente integro pur se molto degradato, rappresentato dagli affreschi parietali e dalla decorazione del cassettonato ligneo a soffitto; gli stalli lignei perimetrali; l’altare marmoreo con pala e busti lapidei; le acquasantiere in rame sbalzato; le mantovane in legno e cartone romano; il pavimento in cotto esagonale, ed una parte dei banchi ed inginocchiatoi da chiesa. La proprietà del bene è attualmente della Parrocchia di Carrara San Giorgio. Il complesso dell’oratorio e dell’adiacente villa nel 1993 hanno ottenuto il vincolo monumentale ai sensi della L. 1089/1939 da parte del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali.
Quest’anno l’Oratorio della Beata Vergine Annunciata partecipa al Censimento FAI “I luoghi del cuore“. I beni culturali che otterranno più voti potranno accedere a contributi straordinari dedicati a interventi di restauro. La votazione può essere fatta on line attraverso il sito del FAI (clicca qui per il link diretto), oppure nel foglio firme presente in biblioteca.
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